Questo recente lavoro riprende un’ipotesi da tempo prospettata da vari ricercatori: ovvero che l’aumento delle malattie allergiche causate da pollini possa trovare una sua ragione nell’aumentato inquinamento ambientale.
A questo concetto gli autori aggiungono un elemento di novità, costituito dall’aggressione microbica a carico dei vegetali.
Accanto agli acari della polvere, ultimamente sono stati presi in considerazione anche gli allergeni contenuti negli scarafaggi, in particolare per lo sviluppo di asma. Questi studi contribuiranno allo sviluppo di nuove terapie per trattamento di asma allergica provocata da questi allergeni.
I ricercatori dell'Università di Southampton hanno scoperto dei marcatori specifici sul DNA che collegano la stagione di nascita al rischio di sviluppo di allergia in futuro.
L’inverno atipico, con picchi di caldo, ha fatto sì che in pieno gennaio ci fosse un picco di allergie. Un “regalo”, certamente sgradito, del cambiamento climatico.