In Italia, il fumo di sigaretta è un fattore di rischio cruciale sia per lo sviluppo che per l'aggravamento dell'asma, peggiorando l'infiammazione bronchiale, riducendo l'efficacia dei farmaci (come il cortisone), aumentando le crisi e sensibilizzando agli allergeni con incremento di asme allergiche.
Negli anni passati si parlava di rinite e asma come una stessa malattia. Questa si definiva "via aerea unica" (one airway, one disease), sottolineando come il naso e i bronchi siano collegati non solo anatomicamente, ma anche dai medesimi meccanismi immunitari. Recentemente questa ipotesi è stata riveduta.
Malgrado già in passato abbiamo trattato questo argomento e si sappia che i pollini delle pinacee sono scarsamente allergenici, ogni anno in questo periodo il problema viene sollevato da alcuni pazienti e quindi fa parte della tradizione ricordarlo.
Attualmente in Italia si rileva, seppur in modo sporadico e al Nord, la presenza dei primi granuli di Corylaceae (nocciolo). Rappresenta quindi una delle prime allergie invernali.
Il fatto che il cambiamento climatico abbia determinato paralleli aumenti nella produzione di pollini allergenici e conseguenti patologie allergiche è da tempo noto. Gli studi più recenti ci confermano che questo, in Italia, avviene soprattutto per determinate specie. Pubblichiamo oggi un articolo su questo argomento.
La COP30, la trentesima Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, si è svolta in Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025.La novità più significativa è che non è stata inclusa una roadmap esplicita per l'abbandono dei combustibili fossili