I granuli pollinici delle piante costituiscono una
fonte allergenica tra le più importanti.
Il polline è il gametofito maschile, ovvero la struttura
che produce e mantiene i gameti delle piante a seme (Angiosperme
e Gimnosperme).
Il termine polline è stato coniato da Linneo
(il naturalista svedese artefice della nomenclatura botanica binomia)
e deriva dal latino "pollen" che vuol dire: farina fine.
I pollini germinano sulla parte femminile dei fiori, lo stigma,
fecondando gli ovuli che produrranno poi i semi. Quando il granulo
pollinico ha raggiunto lo stigma, emette un tubetto pollinico
che attraversa lo stilo ed indirizza i gameti maschili verso quelli
femminili.
Questi sono situati nel gametofito femminile che si trova dentro
gli ovuli, a loro volta racchiusi nell'ovaio. Il polline viene
prodotto all'interno delle sacche polliniche che vengono
a formare l'antera. Questa è tondeggiante ed è
composta, dall'interno verso l'esterno dalle cellule madri
del polline, dal tappeto (che nutre il polline durante
il suo sviluppo, dallo strato mediano (che unisce le varie
sacche polliniche), dallo strato meccanico, che serve a
facilitare l'uscita del polline.
Nelle Gimnosperme si presenta un'impollinazione
quasi esclusivamente anemofila, cioè tramite il
vento. Nelle Angiosperme si riscontra un'impollinazione entomofila,
tramite gli insetti.
Esistono forme di impollinazione tramite l'acqua e tramite gli
animali. Le piante anemofile producono elevate quantità
di polline, presentano fiori molto piccoli e poco vistosi, in
quanto non devono attirare gli insetti per l'impollinazione. Il
loro polline può essere trasportato anche a distanze di
centinaia di chilometri dalla sorgente.
Le piante ad impollinazione entomofila presentano
invece fiori vistosi e profumati, al fine di attirare gli insetti.
Esse producano minori quantità di polline, che viene trasportato
da un'insetto vettore.
Il polline si presenta sotto forma di granuli di piccole dimensioni
(comprese tra i 10 e i 200 micron). La forma è variabile,
ovoidale o elicoidale. Possono presentare aperture rappresentate
da pori e solchi. Il granulo è formato da un'involucro
esterno molto resistente. Questo presenta due pareti: una esterna
chiamata esina, formata da sporopollenina, ed una interna,
chiamata intina formata da polisaccaridi.
La sporopollenina è molto resistente agli
agenti esterni. L'esina inoltre presenta una superficia molto
elaborata, con sculture, ornamenti, disegni che sono caratteristici
per ogni specie e servono a riconoscerle ed a distinguerle. L'interno
del polline presenta un contenuto ricco di proteine e glicoproteine
allergizzanti.
Questo materiale fuoriesce dall'involucro tramite le aperture
del granulo pollinico (solchi o pori).
Non appena un polline raggiunge una mucosa (ambiente
umido), inizia entro pochi secondi a liberare il proprio contenuto
allergenico, nella maggior parte dei casi costitutito da materiale
proteico.
Si ipotizza che, in determinati pollini, come quelli delle Cupressaceae,
assumano importanza anche allergeni di natura carboidratica.
Il tappeto, durante la formazione dell'esina, forma
dei piccoli corpi rotondeggianti, tra 1 e 5 micron, denominati
orticoli o corpi di Ubish. Di questi si è ipotizzata
la natura allergenica, ma una dimostrazione di questa ipotesi
non è mai stata portata, né esiste prova che i corpi
di Ubish abbiano reale potere allergenico e non svolgano invece
solo un ruolo di protezione e di cuscinetti meccanici nello scivolamento
del polline all'esterno dell'antera.
Siccome i pollini hanno dimensioni medie superiori
ai 10 micron, queste non consentirebbero la loro penetrazione
nelle vie aeree inferiori. Questa considerazione pone agli studiosi
su come avvenga il contatto tra l'allergene pollinico e la mucosa
bronchiale.
L'allergene potrebbe essere associato a particelle di dimensioni
inferiori al micron e derivate dal granulo pollinico. Esistono
ancora dubbi e incertezze su dove siano situati questi allergeni
(orticoli? citoplasma?) e su come avvenga la loro liberazione.
Non si conosce il numero di granuli pollinici necessario per provocare
sintomatologia, nei soggetti sensibilizzati.
Alcuni studi indicano che questo numero varia a
seconda della prima esposizione. La quantità di polline
necessaria per far iniziare i sintomi è sempre più
elevata all'inizio della stagione pollinica, piuttosto che nel
corso della stagione. Questo fenomeno è stato definito
"primig effect" ovvero effetto scatenante.
Non esistono molti studi sulla dose soglia di concentrazioni allergeniche,
e questa certo varia a seconda della diversa specie pollinica,
oltre che del periodo di fioritura (iniziale o terminale).
In Italia le principali piante allergeniche sono le seguenti:
Famiglia
che include numerosi generi, sia spontanei che coltivati. Le presenze
maggiori di questi pollini sono nella valle padana, negli Appennini
centrali, in Campania ed in Sardegna. La fioritura va da aprile
a giugno. Le diverse specie di Graminaceae cross-reagiscono ampiamente
tra di loro. La prevalenza per sensibilizzazione varia, a seconda
delle diverse regioni italiane dal 75% al 30%. La famiglia delle
Graminaceae risulta molto omogenea anche dal punto di vista della
morfologia pollinica per cui è difficile, nella maggior
parte dei casi, un loro riconoscimento nell'ambito della famiglia,
almeno con il microscopio ottico.
I granuli pollinici sono sferoidali od ovoidali, con diametro
che può variare da 22 a 122 micron. L'esina è sottile,
l'intina è più spessa. La superficie esterna dell'esina
è in genere finemente cabrata.
Presentano un'apertura rappresentata da un poro di 2-8 micron
di diametro.
La
specie più importante è la Parietaria, molto comune,
cresce sui ruderi e sui muri, lungo le strade e i fossi. Fiorisce
da marzo ad ottobre. La concentrazione di questo polline è
molto alta nelle regioni del Sud Italia ed in Liguria. La pollinazione,
in queste aree geografiche, è praticamente presente durante
tutto l'arco dell'anno, con due picchi di fioritura: uno maggiore,
in marzo-aprile, un secondo, di minore grandezza, in settembre.
La prevalenza di questa sensibilizzazione è intorno al
60-70 % nelle aree del Sud, Isole ed in Liguria (che costituisce
un'eccezione, tra le regioni settentrionali). Nelle regioni del
Nord la prevalenza oscilla tra il 20 e il 40%.
Il
polline di Parietaria è di piccole dimensioni (10-15 micron),
sferico, triporato ovvero dotato di tre aperture sferoidali denominate
"pori". Questi sono isodiametrici ed in posizione equatoriale.
In corrispondenza dei pori lo strato più interno della
parete diventa più spesso, formando degli onci. Il polline
dell'Urtica dioica è molto simile a quello della Parietaria,
ma è raramente sensibilizzante ed in questi casi non esiste
cross-reattività tra le due specie.
La specie di maggior significato clinico è rappresentata
dall'Olea europea.
La
sua pollinazione si verifica in maggio e in giugno. Le zone geografiche
più interessate sono lungo le coste mediterranee e le Isole.
La prevalenza di sensibilizzazione in queste aree va dal 15 al
25 % Nelle altre aree italiane, nel Nord, dove gli olivi sono
scarsi in numero e dove sono più presenti i frassini, la
frequenza di sensibilizzazione non supera il 5%.
Il polline è di dimensioni medie (20 micron), sferoidale,
isopolare.
Presenta tre aperture (polline tricolporato) con onci a livello
delle aperture. La superficie è reticolata.
Sono
una specie la cui importanza allergenica è stata rivalutata
negli ultimi anni. Si ipotizza un incremento dei casi di sensibilizzazione
dovuto all'aumento del numero di piante impiantate a scopo di
forestazione ed ornamentale ma non sono esclusi anche altri fattori
relativi ad un'aumentata aggressività del polline, per
cause ancora da definire e verosimilmente legate all'inquinamento
da motori diesel. Una recente indagine policentrica italiana ha
definito una prevalenza media ci circa il 18% con punte intorno
al 30% in Toscana ed in Liguria, dove queste piante sono molto
ben rappresentate. I granuli pollinici delle diverse specie di
Cupressaceae non sono distinguibili tra di loro, al microscopio
ottico. Sono apolari, inaperturati, sferoidali. Le dimensioni
sono intorno ai 25-30 micron. L'esina è sottile e la superficie
psilata presenta orticoli (corpi di Ubish) distribuiti irregolarmente.
L'intina è di spessore variavile e conferisce al granulo
la caratteristica forma stellata. Il granulo ha la tendenza a
rompersi. I granuli hanno una prevalente composizione in carboidrati
(80%) a differenza degli altri pollini.
In
questa famiglia (che presenta un'impollinazione prevalentemente
entomofila) vi sono numerosi generi. In Italia circa 20 specie.
La più comune è l'Artemisia vulgaris. L' Ambrosia,
che, fino ad alcuni anni fa, era un allergene pollinico diffuso
soltanto negli U.S.A., ha iniziato a dare segni di presenza anche
in Italia, nelle aree del Nord. Il territorio italiano in cui
l' Ambrosia è maggiormante presente è la Lombardia,
probabilmente per la presenza dell'aeroporto internazionale della
Malpensa, dove potrebbero essere giunti i semi dagli U.S.A.
I granuli pollinici delle varie specie di dimensioni tra i 20
e i 25 micron. La parte del polline è alquanto spessa con
tendenza ad assottigliarsi in prossimità delle tre aperture.
Per questo motivo i granuli pollinici di Compositeae assumono
forma trilobata. L'esina presenta scabrature e microechinature.
La pollinazione di queste piante avviene nel perido che va da
luglio a settembre. La prevalenza di sensibilizzazione alle Compositeae
va dal 10 al 25 %.
Negli
ultimi decenni, in Italia, si è verificato un incremento
delle sensibilizazioni a specie arboree come queste: Corylus,
Ostrya, Carpinus, Betulla, Alnus. Queste specie sono tra di loro
cross-reagenti. La pollinazione parte precocemente, da gennaio
a maggio. La prevalenza di sensibilizzazione può raggiungere
il 15%.
Il polline di Betulla spp ha profilo tondeggiante o elittico,
triporato, con i tre pori sporgenti sulla linea equatoriale. 
La parete si ispessisce e si solleva in corrispondenza delle
aperture.
Dimensioni intorno ai 22 micron.
L'esina è piuttosto sottile, con tetto liscio o scabro.
Il polline di Corylus avellana ha un profilo triangolare, tre
aperture tondeggianti, pori, con onci molto convessi.
Sono
piante allergeniche presenti soprattutto sulle zone costiere.
Prediligono terreni ricchi di sali. Si sviluppano in terreni incolti
e ruderi. Sono piante erbacee annue con fioritura estiva ed autunnale.
Il granulo pollinico è sferoidale. Dimensioni: 24 micron.
Presenta un gran numero di pori, almeno trenta, provvisti di opercolo.
L'esina è sottile.
Famiglia
affine alla precedente, con periodo di fioritura da giugno a settembre,
con maggiore presenza al Sud.
Piante presenti su tutto il territorio italiano. Tra queste importanti
quelle del genere Mercurialis (M. perennis, M. annua, M. corsica)
a fioritura molto prolungata. La prevalenza in italia sarebbe
intorno al 10%. Assieme
a queste va ricordato il Ricinus communis, pinata spontanea presente
sia al Sud che in Liguria che presenta una notevole allergenicità.Occorre
ricordare che anche l' Hevea brasiliensis, da cui deriva il lattice
della gomma naturale, causa di numerosi casi di sensibilizzazioni,
appartiene a questa famiglia.
 Rappresentate
da faggio, quercia, castagno. Fioriscono d'estate. Sono dotati
di scarsa allergenicità.
I granuli pollinici sono dimensioni piccole.
La forma è ovoidale con tre aperture circolari e sporgenti,
al centro di tre lunghi solchi.
Presentano numerosi generi quali Cedrus, Pinis, Picea, Larix,
ecc. Possiedono scarso potere allergogeno. La fioritura va da
marzo a maggio.
Il
granulo pollinico di Pino è formato da tre parti: un corpo
centrale di forma elittica con ai lati, simmetricamente, due sacche
ripiene d'aria (vescicole anemofile). Le dimensioni sono da 65
a 80 micron. Presenta un solco sulla superficie distale. Il Pinus
spp si distingue dalle altre specie per la presenza di costrizioni
nel punto d'inserzione delle sacche sul corpo. L'esina è
spessa a livello del polo prossimale convesso. Più sottile
fino al polo distale. L'intina è di spessore variabile.
|