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Giornalmente noi inaliamo circa 50 microgrammi di cellule
viventi costituite principalmente da spore, pollini,
ma anche batteri, virus, alghe, acari,
uova di nemato e di insetti, ecc.
I più numerosi sono le spore fungine, salvo i pollini
molto abbondanti in periodi di fioritura delle piante.
Un poliporo come Fomes fomentarius può liberare oltre
3 miliardi di spore all'ora per 2 mesi; un Lycoperdon
di media dimensione contiene 3000 miliardi di spore.
Per fortuna la maggior parte delle specie fungine sono prive di
aggressività e patogenicità per l'uomo e gli animali.
Esistono tuttavia casi di gravi infezioni causate dall'inalazione
di spore di funghi patogeni come quelli di Histoplasma, Coccidioides,
Filobasidiella e di altri generi respnsabili di micosi sistemiche.
Tuttavia le spore fungine sono oggetto di attenzione in quanto possono
rappresentare principalmente l'allergene responsabile di allergie
respiratorie nell'uomo (riniti, asma)
.
Nell'atmosfera sono presenti tutte le classi dei funghi noti, Zigomyceti,
Ascomiceti, Olobasidiomiceti e Fragmobasidiomiceti.
I Deuteromiceti o Funghi Imperfetti sono tuttavia di gran
lunga i più abbondanti con più di 100 generi e 175
specie le cui spore costituiscono gli allergeni più comuni
e responsabili di manifestazioni allergiche nell'uomo.
Le spore presenti nell'aria sono regolarmente e continuamente inalate
dall'uomo.
L'aria confinata come quella delle abitazioni è meno
ricca di spore rispetto all'aria esterna.
Quest'ultima è strettamente correlata alla vegetazione in
quanto la maggior parte delle spore aerodisperse è di origine
fitoparassitaria, con un apporto non trascurabile anche di basidiospore
di macromiceti. La loro distribuzione presenta pertanto fluttuazioni
periodiche con predominanza dei ritmi circadiani e stagionali e
variazioni correlate alle condizioni meteorologiche. Alternaria,
Aspergillus, Botrytis, Cladosporium, Penicillium,
Mucor, Rhizopus sono i principali allergeni fungini
comuni nell'atmosfera.
La determinazione della concentrazione di aerospore e la loro identificazione
può essere fatta mediante metodi di cattura quantitativa
con un captaspore o mediante esposizione di piastre contenenti
terreni colturali.
Una volta inalate attraverso il tratto respiratorio, la maggior
parte delle spore vengono trattenute e distrutte dall'apparato
muco-ciliare o dall'apparato digestivo: a livello di mucosa nasale
o del tratto bronchiale le spore allergizzanti vengono fagocitate
e lisate ad opera di macrofagi e di cellule polimorfonucleate e
i componenti fungini così liberati inducono la sintesi di
immuniglobuline specifiche (IgG, IgM, Ige, IgA) ad opera dei linfociti
B.
Questi differenti anticorpi sono in grado di riconoscere gli antigeni
specifici.
Nell'allergia da funghi le IgE sono quelle ritenute come
le immunoglobuline responsabili della immunireattività umorale
(da anticorpi) di tipo immediato (Tipo I della classificazione di
Gells e Combs). Benché molte specie fungine siano associate
a differenti forme di allergie, il ruolo svolto dalle aerospore
nel processo allergico è poco noto, a causa delle metodiche
specifiche che vedono essere utilizzate per la preparazione di allergeni
fungini (da micelio, da spore) e per la caratterizzazione biochimica
e immunologica degli allergeni fungini.
Nell'allergia da funghi l'allergene può essere
1) la spora fungina
2) l'antigene fungino presente in un alimento
3) il fungo stesso in una fase parassitaria in una sede del corpo.
Molti
taxa fungini presentano nel corso del loro ciclo vitale differenti
forme vegetative o riproduttive con differenti potenzialità
allergeniche.
I generi dominanti come Alternaria, Penicillium, Aspergillus,
e Cladosporium sono quelli che forse inducono il maggior
numero di specie, presentando pertanto la possibilità di
causare in un individuo una sensibilizzazione multipla a più
allergeni; questi funghi inoltre sono presenti sia nell'aria
esterna che ell'aria di ambienti confinati.
La complessità e la variabilità della componente allergica
è stata evidenziata ad esempio in differenti ceppi di Alternaria
in cui sono stati caratterizzati ben 32 antigeni e 19 differenti
allergeni (Bush et al., 1983; Sterigner et al.
1987).
L'esposizione all'inalzione continuativa di spore fungine può
causare una serie di manifestazioni che vanno da forme di ipersensibilità
dell'organismo, con la produzione di anticorpi specifici, a
forme tossiche correlate e prodotti metabolici elaborati
dal fungo.
Benché la maggior parte degli allergeni fungini siano glicoproteine,
la componente carboidratica di queste potrebbe svolgere un ruolo
importante nell'attività allergenica.

L'inalazione continuativa di spore o componenti volatili
di funghi filamentosi presenti nell'aria confinata può causare:
- allergie di tipo I come asma e riniti (allergia di tipo
immediato alle spore fungine inalate).
- allergie di tipo I e III, legate a una ipersensibilità
di tipo misto, immediata e semiritardata, come l'aspergillosi
broncopolmonare allergica (ABPA).
- allergie di tipo III come l'alveolite allergica estrinseca
(EAA) o Pneumopatia d'ipersensibilità (HI') comparabile
alla malattia del polmone dell'agricoltore.
Nell'ambito delle malattie respiratorie il genere
Aspergillus, malgrado la sua debole patogenicità per
l'organismo sano, va assumendo una grande importanza nella patologia
broncopolmonare, in particolare la specie A. fumigatus. Oltre
alle forme cliniche con meccanismo immuno-allergico descritte, Aspergillus,
è responsabile di forme di aspergillosi disseminate,
dell'aspergilloma e di aspergillosi bronchiale semplici od ostruttive.
Recentemente le spore fungine sono state incluse tra i microrganismi
responsabili di non specifici disturbi respiratori di incerta eziologia,
meglio note come "Sick building syndrome" (SBS).
In ambienti confinati con scarso ricambio di aria si possono manifestare
in alcuni soggetti sintomi di tipo influenzale con bruciori
oculari, difficoltà respiratorie, cefalee, stanchezza, nausea.
Fattori chimici come concentrazione di fumo da tabacco, monossido
di carbonio, composti volatili organici come formaldeide e tetracloroetile
sono probabilmente le cause più comuni e responsabili della
SBS; tuttavia la sindrome è correlata a ipersensibilità
a funghi.
Spore di funghi di campo dei generi Alternaria, Cladosporium,
Fusarium, Helmintosporium, Diplodia, Rhizopus e Mucor associati
prevalentemente a colture di cereali sono attualmente ritenute i
probabili responsabili della sindrome da poveri organiche tossiche
(ODTS) molto comune in agricoltori e in individui esposti all'inalazione
di polveri di cereali, fieno, funghi, batteri e loro metaboliti,
insetti, acari, ecc..
La sindrome è molto affine all'alveolite allergica estrinseca
ed è caratterizzata da febbre, malessere, mialgie e infiammazione
bronchiale.
Il termine "micotossicosi polmonare" è stato
utilizzato per evidenziare dal punto di vista eziologico non tanto
la componente micotossinica, quanto gli altri componenti aerodispersi
come componenti della parete fungina e di altri microorganismi,
endotossine abbondanti nelle polveri organiche. Le spore fungine
e molti altri loro componenti come ß 1,3-glucani e
mannoproteine hanno rilevato di avere elevata attività
infiammatoria.
La componente fungina riscontrata nella OTDS è rappresentata
tuttavia da generi come Aspergillus, Fusarium e Penicillium
che includono specie tossinogene nelle quali la presenza di micotossine
nelle spore è stata accertata.
Correlazione tra allergie, asma, riniti e inalazioni di basidiospore
di funghi a cappello o fragmobasidiomiceti (Uredinales e Ustilaginales)
è pure già accertata (Sprenger et
al. 1996; Lehrer el al. 1986).
Estratti miceliali o da basidiospore presentano nei tests epicutanei
reazioni molto significative (Lopes et al. 1985).
Anche in questi casi come gli altri gruppi fungini il problema principale
è rappresentato dalla necessità di standardizzare
le tecniche di preparazione degli estratti fungini, essenziali nella
pratica clinica per la diagnosi specifica e eventualmente per la
immunoterapia.
La presenza, dominanza e variabilità di alcuni generi o specie
fungine nel contenuto biotico dell'aria, offrono la possibilità
di correlare:
1) aspetti epidemiologici di malattie nei vegetali;
2) micosi e allergie nell'uomo e nell'animale;
3) alterazioni biochimiche di prodotti agricoli e morfologiche di
cereali da parte di muffe contaminanti;
4) presenza in prodotti agricoli e alimentari di principi tossici
elaborati da muffe, le cosiddette micotossine, la cui ingestione
provoca negli esseri viventi manifestazioni cliniche (micotossicosi)
sia acute che croniche, con interessamento di numerosi organi vitali
e modificazioni cellulari fino alla comparsa di un tumore.
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In natura la funzione dei funghi è essenzialmente quella
di degradare grandi quantità di materia organica vegetale
o animale (viva o morta) e di composti solubili presenti nel
suolo.
Sono saprofiti per definizione e ubiquitari e la loro distribuzione
in natura è prevalentemente correlata all'ecosistema suolo-vegetazione
in cui essi vivono.
A partire dal suolo o da supporti organici vari, essi si disseminano
e invadono ogni tipo di derrate deperibili. La loro specificità
è molto ampia, tuttavia la distribuzione e i tipi di associazione
sono regolati dal gioco dei parametri ecologici. L'atmosfera non
costituisce per i funghi un biotopo, ma un mezzo di dispersione
degli elementi di fruttificazione sia dello stato anamorfo che
teleomorfo.
La concentrazione delle spore nell'atmosfera decresce con l'altitudine
(10); ad un'altitudine di 45 m dal suolo le aerospore fungine
sono presenti in maniera continua a concentrazione variabile da
10.000 a 20.000 spore/m³ con una concentrazione media nell'aria
di campagna di 104 spore/m³ (11).
Alternaria, Cladosporium, Epicoccum, ma soprattutto Aspergillus
sono i generi più comunemente responsabili delle differenti
forme di allergie respiratorie. Queste muffe ubiquitarie,
ampiamente diffuse in natura costituiscono da sole circa il 50%
di tutte le spore fungine isolabili o identificabili dal campionamento
dell'aria di un ambiente.
Inoltre sono i generi fungini più ricchi di specie fatta
eccezione per il genere monotipo Epicoccum che include la sola specie
E. purpurascens.
Di tutti i generi Aspergillus è sicuramente il più
importante in quanto include ora specie saprofite, ora parassite
di vegetali o contaminanti di derrate alimentari, ora specie patogene
per l'uomo o responsabili di allergie respiratorie nonché
specie tossigene. Ben 132 specie e 18 varietà all'interno
del genere sono descritte nel manuale di Raper e Fennel (17). Aspergillus
fumigatus, A.flavus e A.niger sono da considerarsi le
specie dominanti e forse le più importanti, e ognuna
di esse può comportarsi ora come allergene, ora come tossinogeno
o come specie fitopatogena.
Nell'ambiente agricolo il genere Aspergillus è responsabile
non tanto di vere micosi nell'uomo e nell'animale, quanto più
frequentemente di allergie respiratorie.
Un'indagine delle aerospore fungine a Pavia, condotta nell'arco
di un anno con il metodo di esposizione delle piastre a giorni alterni,
ha portato all'isolamento di oltre 12.000 colonie rappresentative
di 46 generi con 88 specie (5). Oltre la metà delle colonie
isolate appartengono ai seguenti 7 generi, elencati in ordine di
frequenza: Cladosporium (13,4%), Epicoccum (11,7%),
Aureobasidium (9,3%), Alternaria (7,9%), Penicillium
(6,4%), Botrytis (5,9%), e Aspergillus (5,1%).
Nell'ambito di questi generi, le specie dominanti sono: Alternaria
longipes, Aspergillus niger e A.flavus, Aureobasidium
pullulans var.melanigenum, Cladosporium cladosporioides e C.herbarum,
Epicoccum purpurascens, Botrytis cinerea, Penicillium janthinellum,
P.spinulosum e P.funiculosum.
Un'ulteriore ricerca condotta nell'arco di un anno (1981) sull'incidenza
della flora fungina termofila (12) e cheratinofila (9) presente
nell'aria di Pavia ha rilevato la presenza delle seguenti specie:
1) funghi termofili: Aspergillus fumigatus (30,2%),
Thermomyces lanuginosus (28%), Mucor pusillus (16%),
Humicola grisea (15,7%), Torula termofila (4,7%),
Absidia ramosa (3,1%);
2) funghi cheratinofili: Chrysosporium indicum, Geomyces
pannorum, Microsporum gypseum complex, Myceliophtora vellerea
e Trichophyton terrestre complex.
Da un'analisi comparativa dei risultati dei 3 campionamenti dell'aria
di Pavia si può rilevare come il tipo di flora fungina vari
in relazione al metodo e alla finalità della ricerca.
L'indagine floristica con il metodo di raccolta delle spore per
caduta ha permesso di isolare una flora fungina ubiquitaria e cosmopolita
tra cui sono presenti alcune specie dotate di un forte potere antigenico
e responsabile de allergie respiratorie (18). Molte specie sono
anche saprofite e parassite di piante (soprattutto di graminacee)
e rientrano tra quelle definite come flora fungina di campo e pertanto
la loro incidenza nell'aria è da correlare all'ecosistema
suolo-vegetazione.
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