DATI CLINICI ED ESPERIENZE TERAPEUTICHE
NELLE POLLINOSI DA CUPRESSACEAE



Renato Ariano
Modulo di Allergologia ed Immunologia Clinica U.S.L. 1 Imperiese
Ospedale di Bordighera (IM)


Cipressi a Vallecrosia (IM)In questi ultimi anni sono aumentate le segnalazioni, nell’area mediterranea, di una particolare forma di “pollinosi invernale”: l’allergopatia respiratoria da Cupressaceae e generi correlati.
(Panzani, 1962, 1986; Ariano, 1988, 1994; Caiaffa, 1993; Di Felice, 1994; Guerra, 1996; Caballero, 1996).
La famiglia delle Cupressaceae appartiene, assieme alle Taxodiaceae, Cephalotaxaceae, Pinaceae, Podocarpaceae, Araucardiaceae, alle Conifere.
Da un punto di vista allergologico i pollini della a famiglia delle Cupressaceae cross reagiscono tra loro e con quelli di due altre famiglie appartenenti alle Conifere ovvero le Taxodiaceae e le Podocarpaceae.

Questa patologia allergica riguarda un periodo stagionale che occupa un vasto arco di tempo, da novembre ad aprile, e clinicamente è caratterizzata soprattutto da sintomi oculo-rinitici, pur non mancando numerose forme asmatiche (Panzani, 1991).
Si ritiene che l’incremento dell’incidenza di questa patologia allergica sia dovuto in gran parte al crescente utilizzo di piante della famiglia delle Cupressaceae e generi correlati (Taxodiaceae) a scopo ornamentale e, verosimilmente, anche all’inquinamento ambientale.
Non è facile dimostrare l’incremento di questa pollinosi in quanto bisogna mettere in conto il progressivo miglioramento degli estratti diagnostici, che ci ha permesso di identificare sensibilizzazioni che un tempo ci sfuggivano e la maggiore attenzione al problema, da parte sia dei medici che dei pazienti, ulteriore elemento che aiuta la diagnostica.

Cipressi a BolgheriBisogna tuttavia notare che esistono dati che sarebbero a favore di una correlazione tra presenze polliniche e sensibilizzazioni tra cui lo studio di Charpin (1993), che evidenziava diverse prevalenze a Senas (11,6%) e Marsiglia (3,2%) correlate con le diverse presenze polliniche.
Inoltre l’esperienza del Giappone, in cui l’incremento delle pollinosi da Cryptomeria è la diretta conseguenza dell’incremento del numero di piante (dall’8,7% al 36,7 % in 20 anni) (Okuda, 1998). Infine un recente studio multicentrico, promosso dall’A.I.A., in cui, nelle diverse regioni, accanto a situazioni di stabilità di sensibilizzazioni e di presenze polliniche (es. Torino), in altre zone è stato documentato un incremento progressivo del numero di pollini totali annuali di Cupressaceae e contemporaneamente in aumento delle presenze di sensibilizzazioni (Ariano e coll., 2000).

In Giappone la prevalenza della pollinosi da Taxodiaceae (Cryptomeria japonica) è presunta intorno al 20% degli adulti (Okuda, 1988). In Europa le prevalenze di positività sono omogenee. Difatti in Spagna è stata segnalata una prevalenza intorno al 18% (Guerra,1996), in Francia tra il 15% e il 29% (Bousquet, 1984; Panzani, 1991).
In Italia lo studio A.I.A. ha riscontrato una prevalenza media è del 18,4% con differenze nelle varie zone: al Nord: 9,2 %; al Centro: 28,2%; al Sud ed Isole : 20,1%.
L’età media dei pazienti è di 36.99 anni.
Non vi sono differenze significative tra i due sessi.
I monosensibili sono il 14, 7 % di tutti i pazienti sensibili a Cupressaceae. La distribuzione sintomatologica è la seguente:

Riniti 49%
Congiuntiviti 32%
Asma 16%
Dermatiti 3%

I mesi di maggiore sintomatologia sono nell’ordine:

Febbraio 58%
Marzo 52%
Gennaio 39%

Esistono pochi lavori sull’immunoterapia specifica alle Cupressaceae e generi correlati, utilizzando estratti grezzi di Juniperus ashei negli U.S.A. (Miller, 1964; Pence,1976; Fling, 1989; Parker, 1989) e, con estratto di Cryptomeria japonica, in Giappone (Ito, 1997), che ne dimostrano l’efficacia, analogamente a quella nei confronti di altri allergeni.

La nostra esperienza, in Italia, iniziava circa 15 anni or sono, utilizzando un estratto grezzo di Cupressus sempervirens, con uno studio aperto su 12 pazienti, con risultati promettenti ma non ancora del tutto soddisfacenti (Ariano,1988). Una seconda esperienza, questa volta in doppio cieco, utilizzava una miscela di Cupressaceae e Taxodiaceae grazie alla dimostrata cross reattività delle due specie (Ariano, 1997). I risultati erano più confortanti, dopo tre anni di trattamenti, ed inoltre stabili dopo tre anni dalla sospensione. Una terza esperienza, in corso di pubblicazione, è stata effettuata più recentemente (nel 1998-1999) questa volta utilizzando un estratto di Cupressus arizonica per via sublinguale, su 20 soggetti, tra i 14 e 50 anni, in doppio cieco con placebo, con risultati positivi, già dopo il primo anno.


ToscanaTuttavia, un problema che sussiste, riguardo l’immunoterapia per la pollinosi da Cupressaceae, è costituito dalla difficoltà di ottenenere da queste specie vegetali degli estratti allergenici sufficientemente potenti e chimicamente stabili.
Si cerca pertanto di sfruttare la cross reattività, ampiamente documentata, tra le diverse specie, al fine di utilizzare in terapia quelli che si sono dimostrati gli estratti più potenti. Per questo motivo fino ad oggi vari laboratori hanno preferito utilizzare il Cupressus arizonica, i cui estratti, rispetto a quelli di Cupressus sempervirens, offrono, a parità di potenza, una maggiore stabilità in soluzione. Più recentemente l’attenzione dei ricercatori è stata richiamata dallo Juniperus ashei.
 

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